Lo Yoga al mattino. Falsi miti da sfatare + 20 minuti di pratica


Facendo ricerche sul web, mi è capitato di incappare in parole come “sacrificio”, “puntare prima la sveglia”, “non ve ne pentirete”, associate al praticare Yoga al mattino e onestamente sono rimasta perplessa. Del tipo “wait, what??”


Non vedevo il collegamento tra il concetto di “sacrificio” ed il fare qualcosa che ci fa stare bene. Perché anche solo associarli nella stessa frase, pensavo! 🤷🏻‍♀️

La verità è che ci sono un sacco di falsi miti che gravitano attorno alla pratica dello Yoga, ancor di più se fatta al mattino, che possono trattenerci dall'iniziare un percorso di crescita personale di grande valore.

Per questo, oggi, oltre a proporvi la mia pratica di Yoga del mattino, vorrei sfatare alcuni dei falsi miti più ricorrenti a riguardo!


#1 – the big One: “Per fare Yoga bisogna essere flessibili. Sono un pezzo di legno alle 7 di sera, immaginati alle 7 del mattino!

Ebbene sì, è un grosso grasso falsissimo mito. La flessibilità muscolare è uno degli effetti derivanti dalla pratica dello Yoga, non un prerequisito, ripeto, non un PRErequisito.

Praticando si acquisisce maggiore flessibilità, forza e resistenza e non è assolutamente necessario essere già flessibili, fortissimi o super zen per cominciare. Anzi.

Così come non dobbiamo aspettare di raggiungere uno stato mentale o fisico particolare per cominciare a praticare.

Il corpo perfetto per cominciare a praticare Yoga è esattamente quello che abbiamo in questo preciso istante della nostra vita.

Procediamo!


#2: “Se non pratico almeno per 30/45 minuti, allora tanto vale. E non ho tutto quel tempo alla mattina!”

Non è tanto la durata della pratica che conta, ma la costanza con cui lo facciamo.

Bastano anche solo 20 minuti al giorno almeno 3 volte a settimana per vedere dei miglioramenti e cominciare in maniera (molto) più equilibrata la giornata.

Oltretutto la sensazione di benessere che segue la pratica è talmente evidente da farci ricercare spontaneamente quei 15 minuti sul tappetino non appena svegli, senza grandi sforzi.


#3: “Non ho abbastanza spazio per fare Yoga in casa

Non tutti abbiamo la fortuna di avere uno spazio designato solo allo Yoga o una mega vetrata con vista davanti alla quale praticare, ma se hai un corridoio o un po’ di spazio davanti al divano, quello stesso spazio in cui allunghi le gambe mentre guardi la tua serie preferita...allora c’è spazio per fare Yoga e rivolgere la tua attenzione all'interno!

Ci sono addirittura posizioni di Yoga che si possono eseguire in sicurezza senza neanche dover mettere un piede giù dal letto, appena svegli e ancora in pigiama!

Devo aggiungere altro?


Ok, andiamo avanti.

#4: “Non ho più l’età per praticare Yoga”

Quante volte me l’avrà ripetuto mia madre “Ale, io sono vecchierella, fallo tu, io ti guardo” 😱 Fino a quando non si è ricreduta e, anzi, si è stupita di quanto potesse fare il suo corpo!

Questo si ricollega al fatto di non essere abbastanza flessibili e che in generale “non siamo abbastanza ____ " (in forma, muscolosi, pazienti, resistenti, allenati!! etc.) per praticare.

Ci raccontiamo che “non siamo abbastanza” per avere una scusa per non salire sul tappetino - anche se sappiamo che ci farà stare bene - lasciando che la pigrizia abbia il sopravvento.

Già, la nostra vecchia cara amica 🙊


#5: “Lo Yoga è una pratica molto tranquilla. Se lo pratico appena sveglia finisce che mi riaddormento”

o al contrario:

“Fare Yoga è già difficile di giorno, non ho la forza di farlo addirittura prima di colazione”

L’ultima cosa che farei quando pratico la mattina è sedermi immediatamente in meditazione, soprattutto se mi sono alzata di buon’ora, fuori è ancora buio ed il silenzio regna sovrano.

La cosa migliore, a parer mio, è cominciare a muoversi gradualmente in modo da risvegliare allo stesso tempo il corpo e la mente,

proprio come durante la lezione di oggi,

muovendosi via via verso una pratica più o meno attivante in base a quello di cui si ha bisogno in quel momento.

E solo dopo aver sciolto il corpo e risvegliato per bene la mente, ci portiamo in meditazione. 


Prima di praticare, chiederci di cosa abbiamo realmente bisogno ci aiuterà a modellare la pratica in base alle nostre reali esigenze e non in base alle richieste del nostro ego, evitando così di finire la sessione senza forze - e questo ancor prima di aver cominciato la giornata!

Dovremmo permettere alla nostra pratica di essere sempre diversa, proprio come lo siamo noi ogni volta che saliamo sul tappetino.

Siamo quasi arrivati alla fine, ma non poteva manca lui:


#6: “Mi devo cambiare apposta per fare Yoga, mi passa la voglia!”

Se solo il mio tappetino potesse parlare e raccontare in che stato mi sono presentata al suo cospetto a volte!


Vi parlerebbe di calzettoni tristi, di vestaglie di pile, di turbanti in testa, di felpe inguardabili e addirittura di coperte portate sino a sopra la testa per rendere il mio tragitto dal letto al tappetino più dolce possibile (sì, soffro molto il freddo - Vata rules 🤗). 

Qualunque cosa abbiamo addosso appena svegli sarà l’outfit perfetto per cominciare a muovervi, purchè sia comodo e permetta di muoversi in libertà!

Man a mano che ci si scalda durante la pratica poi i calzettoni voleranno via e la vestaglia di pile, vi assicuro, non servirà più! 


Allora, adesso siete pronti a salire sul tappetino?

Nel video di oggi vi propongo una sequenza pensata apposta per risvegliare allo stesso tempo il corpo e la mente e cominciare la nostra giornata con il piede giusto!
Potrete usarla come riscaldamento in vista di una pratica più intensa e completa, in preparazione alla meditazione o come semplice coccola del mattino!

Extra tip: stendete il tappetino la sera prima in modo da trovarlo già lì ad aspettarvi al vostro risveglio e prendere in contropiede la svogliatezza. 😴 🔝


Fatemi sapere nei commenti come vi sentite dopo questa pratica e quali sono le resistenze che vi trattengono più spesso dal portarvi sul tappetino!

Buona pratica!!

Namasté

Alessandra 🌸💫

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Ci vediamo sul tappetino 🙏🏻

Bristol (UK)

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